Smaltimento rifiuti: dalla Germania alcune idee

La gestione dei rifiuti, in Germania, non avviene in maniere molto differenti rispetto all’Italia, anche se ci sono, innegabilmente, degli incentivi che rendono il tutto più efficace con il minimo sforzo.

Innanzitutto, la tendenza generale è quella di evitare, quanto più possibile, di accumulare rifiuti.

Nell’ottica dell’ambiente, ovviamente, questo ha una validità facile da capire, ma qual è l’incentivo che permette ai cittadini tedeschi di rispettare ancora di più questo che, più che una regola, è un consiglio?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo esaminare la diversa strutturazione delle tasse sull’immondizia.

Prendendo l’esempio di Monaco di Baviera, i rifiuti secchi, che vengono bruciati nel termovalorizzatore (per poi, in ogni caso, cercare di riciclare e/o creare energia e calore) vengono prelevati settimanalmente dai bidoni posti fuori le abitazioni. A seconda della grandezza del bidone si alza il compenso annuale da pagare e non vengono raccolti i rifiuti che si trovano oltre il bordo o accanto ai contenitori, per terra. In questo modo si assicura un trattamento equo ed identico per tutti i cittadini, senza bypassare “furberie” di sorta.

In sostanza, meno rifiuti si producono, meno si paga… un sistema che incentiverebbe, sicuramente, anche gli italiani.

Ecco perchè la via del riciclo è la preferita!

Ma c’è di più: i consumatori pagano automaticamente una cauzione quando acquistano bottiglie di vetro o di plastica PET multiuso (che possono essere lavate chimicamente e riutilizzate molto meglio della plastica usa-e-getta, che va “fusa”). Com’è facile intuire, questa viene riacquisita alla consegna del vuoto, presso lo stesso punto d’acquisto, in modo che tutti (o quasi) evitino di accumulare altri rifiuti, dovendo pagare più tasse e, ovviamente, perdendo anche, così, i costi della cauzione! Il materiale non restituito (che, in genere, è molto poco), va a riempire i bidoni del vetro o del secco, se si parla di plastica.

E tutto il resto?

In Germania, la tassa è solo sul secco: i produttori “caricano” il prezzo di smaltimento direttamente sulla merce, per cui non si paga, ovviamente, due volte per la stessa gestione del rifiuto. Inoltre ci sono delle zone per portare rifiuti speciali e di altro tipo (pile, rifiuti elettronici etc) equivalenti alle nostre isole ecologiche e tutto quello che non può essere recuperato o riciclato va a finire nell’inceneritore, dove viene bruciato per diventare energia e calore; nulla viene sprecato, insomma, in piena ottica Zero Waste.

Per quanto riguarda l’umido il discorso è ancora diverso.

Sembra, infatti, che parte dei rifiuti umidi (quando non riciclati in compostiera da parte di chi, ad esempio, ha un giardino o crea concime naturale) venga gettata dai cittadini nel secco… non seguendo le regole alla perfezione. La cosa, però, non crea un disturbo ma, anzi, un vantaggio per gli operatori degli inceneritori, poichè le altissime temperature che si raggiungono, a causa della plastica e di altri materiali del genere, si abbassa un po’ proprio per la presenza di queste biomasse, facendo un “favore” alle griglie che necessiteranno, così, di meno manutenzione.

Una sorta di compromesso, insomma, che fa bene a tutti!

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