Come si riciclano i rifiuti elettronici?

Qualche tempo fa abbiamo visto come i Rifiuti Elettronici si possano rivelare delle vere e proprie carte vincenti, nelle mani delle aziende, per riciclare, ricondizionare, risparmiare e, contestualmente, anche agire nella legalità e nell'interesse dell'ambiente. Per rifiuti elettronici (ed elettrici) si intende ciò che rimane di apparecchiature che sono state funzionanti tramite correnti elettriche o campi elettromagnetici: si definiscono tali, quindi, gli elettrodomestici delle nostre case, i nostri smartphone, alcuni giocattoli per bambini ma anche distributori automatici, radio, telecomandi e tantissimo altro. La sigla che li indica è RAEE (Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici). Come vanno riciclati i RAEE? Riciclare i rifiuti elettronici correttamente è importantissimo poichè, come abbiamo avuto modo di scoprire, in tantissimi casi si tratta di materiale ancora funzionante che va semplicemente riparato o ricondizionato; inoltre, al loro interno, possono contenere delle sostanze che si rivelano molto dannose per l'ambiente, soprattutto quando finiscono dispersi sul territorio o in discarica o, comunque, non smaltiti correttamente. Ma come procedere? In effetti, non esistono dei bidoni appositi per questo tipo di rifiuti, come avviene per la raccolta differenziata. E se può sembrare tutto un po' difficoltoso per piccole apparecchiature, di certo con quelle grandi, ingombranti o di grossi volumi le cose si fanno, paradossalmente, più semplici. Esiste, infatti, una normativa (Decreto 65/2010 del Ministero dell’Ambiente) per lo smaltimento corretto, da parte dei cittadini, degli apparecchi elettrici fuori uso e degli elettrodomestici più ingombranti: il sistema “uno contro uno”. In sostanza, al momento dell'acquisto di un nuovo elettrodomestico si può chiedere il ritiro gratuito dell'usato, che verrà, poi, smaltito dal rivenditore nel modo corretto, pena pesanti sanzioni e provvedimenti a livello anche penale. In teoria, il servizio sarebbe rivolto anche ai rifiuti meno ingombranti, ma sono tanti i piccoli dispositivi che finiscono in discarica, purtroppo, talvolta anche ancora funzionanti. Per cui, oltre allo spreco dovuto al non riciclo, c'è quello economico, poichè vengono sperperate potenziali risorse. Naturalmente, non solo i cittadini si ritrovano a smaltire RAEE particolarmente voluminosi o ingombranti: anche molte aziende accumulano grandi quantità di rifiuti di questo tipo, dovendo organizzarsi tramite operatori specializzati e servizi appositi per il ritiro. Parliamo, però, sempre…...

Come riconoscere i sacchetti giusti per l’organico

Da quando la legge ha permesso soltanto l'utilizzo di sacchetti biodegradabili da parte delle attività commerciali, la vita di molti italiani è cambiata perchè sono cominciate a variare le abitudini: senza contare che molti di questi sacchetti, che non sono nemmeno gratuiti, sono così fragili e sottili che rischiano di rompersi ad ogni passo, se riempiti totalmente, con l'inconveniente di essere costretti a comprarne di più. Un vantaggio, però, che va tutto per l'ambiente, che si ritrova (o, perlomeno, così dovrebbe essere, fatta eccezione per quei casi in cui sono stati venduti sacchetti illegali e non realmente biodegradabili alle grandi aziende) un po' più pulito, meno inquinato e con meno materiali-veleno da smaltire. A questo punto, però, è doveroso fare una distinzione: ciò che viene definito biodegradabile non è, sempre, anche compostabile. Da qui la difficoltà di capire, per molti cittadini, quali siano i sacchetti giusti da utilizzare per la raccolta differenziata dell'organico. Cerchiamo di fare chiarezza. Biodegradabile e compostabile: che differenza c'è? Sono biodegradabili le sostanze organiche (e alcuni composti sintetici) che possono essere decomposti in sostanze più semplici dalla natura (batteri), anche in un tempo molto lungo. Tutto ciò che non si biodegrada, quindi, non viene assorbito, non diventa un tutt'uno col substrato per cui resta identico, nel tempo, contribuendo all'inquinamento. Un organico che si trasformi velocemente in compost, invece, può essere definito, appunto, compostabile. Si tratta, in sostanza, di una degradazione aerobica (cioè che avviene all'aria, attraverso i batteri dell'ossigeno) che genera fertilizzante che può essere utilizzato, ad esempio, nell'agricoltura. Si intuisce, quindi, quanto sia importante, per i materiali organici, essere sistemati in sacchetti che siano compostabili e non semplicemente biodegradabili! A questo punto, non ci resta che imparare a capire come distinguere i sacchetti biodegradabili da quelli  che si rivelino anche compostabili. Come distinguere i sacchetti per l'organico Per capire se si sta svolgendo al meglio la raccolta differenziata vale la pena perdere due minuti per distinguere i sacchetti semplicemente biodegradabili da quelli compostabili, idonei per l'organico e la sostenibilità: questa seconda tipologia, in effetti, può essere "intercettata" cercando la dicitura stampata "sacchetto conforme alla normativa…...

Il riciclo dei rifiuti elettronici, un business enorme!

Per rifiuti elettronici (ed elettrici) si intende ciò che rimane di apparecchiature che sono state funzionanti tramite correnti elettriche o campi elettromagnetici: elettrodomestici, cellulari, giocattoli, computer, distributori automatici... La sigla che li indica è RAEE. Ci sono poi i VFU, Veicoli Fuori Uso, che rappresentano un'altra grossa fetta di rifiuti che, ogni anno, vanno correttamente smaltiti. I docenti del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano hanno studiato le potenzialità derivanti da una gestione congiunta di differenti tipologie di rifiuti elettronici, pubblicando un lungo articolo, molto dettagliato, dove emerge chiaramente che un riciclo attento dei materiali provenienti da RAEE e VFU sarebbe conveniente proprio per tutti: ambiente, economia e aziende. Una sintesi del documento del Politecnico Secondo le stime ufficiali, in Europa, il volume annuale di RAEE sarebbe compreso fra i 7 e le 12 milioni di tonnellate, mentre quello di VFU fra i 7 e i 14 milioni di tonnellate; cifre mastodontiche. Ad oggi, circa il 50% dei primi ed il 70% dei secondi, però, vengono già riutilizzati per realizzare nuovi prodotti, ma la Comunità Europea è molto attenta a questa parte di rifiuti poichè si tratta di settori in continua evoluzione, che generano nuovi prodotti costantemente, con una buona risposta da parte del mercato; anche la compravendita delle automobili sembra sia uscita dalla crisi e nuovi acquisti implicano nuovi rifiuti e nuove rottamazioni, per cui quello che si tenta di fare è creare direttive internazionali e leggi nazionali per controllare sia i flussi di materiali mandati in discarica che quelli illegalmente spediti all’estero. Anche perchè, come abbiamo visto, dopo aver cercato di riciclare il più possibile materiali di qualsivoglia genere, sempre a patto che i costi di lavorazione ne valgano la pena, la scelta migliore sarebbe il termovalorizzatore che, perlomeno, evita l'inquinamento dovuto alle discariche e produce, contemporaneamente, anche energia; si dovrebbe puntare, quindi, a far arrivare in discarica meno materiale possibile. Naturalmente, i due tipi di rifiuti meritano gestioni, per certi versi, completamente diverse anche se la crescente domanda di autoveicoli dotati di schede elettroniche potrebbe far collimare, seppur solo "da un lato", i due processi. Tra l'altro, il riciclo…...

Raccolta differenziata porta a porta: come farla?

La Raccolta Differenziata sta cambiando, alla radice, tantissime nostre abitudini. L'augurio è che riesca anche ad andare incontro alle esigenze dell'ambiente e, perchè no, anche di noi cittadini, ricavandone, nel tempo, qualche risparmio in bolletta (come sta accadendo per molte realtà europee, dove i rifiuti vengono utilizzati per creare nuova energia da ripartire, poi, nelle abitazioni civili). Resta, però, da fronteggiare un grande problema di base: per molti cittadini, soprattutto di età avanzata, è ancora complicato gestire la ripartizione dei rifiuti, senza contare che può diventare particolarmente difficoltoso rilasciare i vari sacchetti nei contenitori e nelle campane adibite, disseminate lungo il territorio cittadino. Ecco perchè, ove possibile effettuarla, la Raccolta Differenziata Porta a Porta si è verificato essere una soluzione perfetta, per ottenere il massimo della differenziazione con il minimo sforzo dei cittadini. Vediamo quali sono i passi fondamentali per realizzarla al meglio. Il servizio porta a porta che favorisce i cittadini Si è dimostrato che, a fronte della semplice Raccolta Differenziata, quella Porta a Porta garantisce un forte incremento del numero di materiali riciclati (si parla anche del 75-80%). Inoltre, questa tipologia di conferimento responsabilizza i cittadini, mettendoli dinanzi al fatto compiuto (e, altrimenti, a rischio sanzioni), andando anche incontro alla questione del decoro urbano, eliminando gli antiestetici cassonetti da marciapiedi e strade. Si tratta, forse, di una soluzione più costosa e meno agevole, da un lato, per i Comuni, ma anche più vantaggiosa poichè garantisce un rispetto delle norme più alto, da parte dei cittadini, e quindi contromisure successive alla raccolta molto inferiori da prendere; tutto sommato, un investimento che si può rivelare anche guadagno. Nonostante ciò, questo tipo di raccolta, per il momento, si ritrova più che altro in paesini e piccoli centri e non è ancora molto attuata tra le grandi città. Il contributo dei cittadini La riuscita della Raccolta Differenziata Porta a Porta, insomma, è dovuta, in gran parte, alla collaborazione dei cittadini, che sono più invogliati a contribuire in maniera corretta. Ma come viene regolata, in genere? Il Comune predispone un calendario per il conferimento a cui ogni cittadino deve attenersi; le attività commerciali possono, però, concordare delle…...